Spaghetti alle vongole

– Amore.
….
– Amore?
…….tic…tac.
– Amore!
– Sì, more dimmi. Sto guardando un video.
– Niente ti volevo dire che ho comprato le vongole. Erano in offerta all’esselunga e ho pensato che visto che siamo a marzo e Milano è grigia e triste, è un buon modo per tirarci su domani a pranzo.
– Hai fatto bene.

Il giorno dopo

– Amore vieni, è pronto.
– Arrivo, finisco l’ultimo frame e arrivo.
– Ecco, spero siano venuti bene.
Silenzio.
– C’è rimasta un po’ di sabbietta.
– Ma ti piace? È buona?
– Sì dai, non male.
– Entusiasmo di un depresso suicida norvegese. Grazie. Considerando che ho messo la sveglia alle 8 per lasciarle a bagno 4 ore, in modo che si aprissero per mezzogiorno. La prossima volta ti compri una piadina qui sotto.
– Dai amore non fare così.
– Sei incredibile.
– Non capisco perché te la prendi tanto.
– Me la prendo perché sono stanca del tuo essere totalmente incapace di apprezzare i piccoli gesti e le attenzioni che ho per te. Sai non chiedo tanto, solo un grazie ogni tanto e magari un “caspita, la mia ragazza mi prepara gli spaghetti alle vongole di domenica”.
– Hai ragione ma, sono fatto così. Non ci posso fare niente
– Una cosa puoi farla. Lasciami stare da adesso in poi. Dimentica gli spaghetti, la sabbietta. Dimentica le cene, le sorprese, dimentica tutte quelle cose che finora hai avuto senza mai renderti conto di quanto sei fortunato. E dimentica pure questa mia faccia da fessa che continua ad assecondare il tuo ego infinito in un gioco meschino fatto di briciole e elemosina di attenzioni da parte tua.
– Dai però, così stai esagerando.
– Non sto esagerando. Sono mesi che sopporto e aspetto un minimo cambiamento e invece niente… mi ritrovo qui con uno che anziché fare i salti di gioia mi viene a dire che nelle vongole c’è la sabbietta. Sai dove puoi mettertela la sabbietta?
– Tu sei di fuori
– Sì, una pazza scatenata a stare con uno come te. Che poi voglio vedere un’altra che ti sopporta…
– Dai vieni qui, facciamo pace.
– No, lasciami stare. Adesso faccio la borsa e torno a casa
– Dai basta. Avvicinati. Devo dirti una cosa nell’orecchio
Si avvicina. Lei si gira. Lui passa dall’altro lato e porta la bocca vicino al suo orecchio
– Erano buonissimi. I più buoni che io abbia mai mangiato. Ancora più buoni di quelli che ho mangiato in Sardegna. Grazie amore.
Lei lo guarda, aspetta qualche secondo, poi si avvicina al suo orecchio e gli sussurra così:
– Sei un coglione.

Tratto da una storia vera.

Author: thegypsywondersince1991

Scrittrice a tempo perso e anche a tempo pieno. Amo la cucina e scoprire posti nuovi.

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